I dipinti di Ruby Silvious sulle bustine di Tè

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Belen Espino

Il tè è una delle bevande più consumate al mondo, è un prodotto che fa bene al corpo e alla mente. Inoltre, berlo ogni giorno ha degli effetti positivi sull’organismo. Per molti però, i benefici che porta non sono solo questi. Bere un tè è anche una cerimonia, un rito sociale e spirituale, una pratica zen capace di trasmettere armonia, purezza, calma e tranquillità.

Quando le bustine di Tè diventano opere d’arte

L’artista e designer newyorkese Ruby Silvious ha fatto suoi questi concetti e ha scelto di rendere il tè il protagonista indiscusso del suo lavoro.

Quasi cinque anni fa, il 3 gennaio 2015, Ruby Silvious ha ideato quello che oggi è il suo progetto più famoso: 365 Days of Tea. Scegliendo di disegnare su una bustina di tè usata, l’artista ha dato vita ad una serie di opere curiose e originali.

Ruby Silvious, Giorno 275, bustina di Tè

Ruby lega le bustine tra di loro, le svuota dal contenuto, le strappa, le trasforma in piccole tele in miniatura e gli dà nuova vita. La sua è una forma di riciclo, una pratica del riuso che stravolge l’abituale concezione di arte tradizionale.

Cosa rappresenta l’arte di Ruby Silvious?

I suoi minuscoli dipinti con gli acquerelli raccontano momenti tranquilli e modesti di vita quotidiana: l’arrivo del Natale, la neve, gli animali e il paesaggio circostante, il mare, diversi tipi di alimenti e le più genuine situazioni comuni.

Viaggi, arte e tè, così si potrebbero riassumere gli ultimi anni della pittrice che durante i suoi soggiorni in Giappone e nel sud della Francia ha realizzato numerosi dipinti in miniatura, ispirati ai luoghi visitati e alle persone incontrate. Scene di vita quotidiana, come la biancheria stesa al sole o una passeggiata nella neve, si accompagnano a riproduzioni floreali e omaggi a grandi artisti in chiave ironica, tra cui Modigliani, Velazquez e Schiele.

Museum Goers # 3 Visitatori di Museo su bustina di Tè;
inchiostro, acquerello e tempera

Un’arte piccola e deliziosa

Nel 2019 ha dedicato una serie ai visitatori dei musei, ritratti mentre ammirano le sue originali creazioni, tra cui anche due kimono realizzati cucendo tra loro le sue bustine da tè dipinte.

Boro è un termine giapponese che significa qualcosa di lacero o riparato. Durante il periodo Edo (1603–1867) solo pochi eletti potevano permettersi tessuti di seta e cotone. Boro è venuto a significare l’abbigliamento indossato dalle classi contadine, che rammendavano i loro indumenti con ritagli di tessuto. Alla fine somigliavano a patchwork dopo decenni di cuciture. L’uso di coloranti indaco esemplifica l’estetica giapponese del wabi-sabi, in quanto il tessuto riflette la bellezza di usura e utilizzo naturali.

La versione reinventata del boro Ruby Silvious è composta da oltre 800 bustine di tè usate. Dopo che le bustine di tè essiccate sono state svuotate, vengono smontate e stirate. Utilizzando tecniche di incisione con vari stencil e strumenti per la creazione di segni, vengono creati disegni casuali e stampati sulle singole bustine di tè utilizzando una pressa per incisione. Gli inchiostri ad intaglio nei toni del blu replicano i coloranti indaco con conseguente effetto chambray.

Ruby Silvious, Boro, Teabag Kimono

Per simulare le cuciture sashiko usate per riparare il boro giapponese, vengono utilizzate le finte cuciture dipinte di rubino con guazzo blu e bianco. Sashiko (che significa “piccole coltellate”) è una forma di cucitura decorativa di rinforzo, che si trovano comunemente sul patchwork di boro.

Ma non soltanto di bustine da tè vive l’arte di Ruby Silvious, a lei infatti piace dipingere minuzie in generale, da qui una delle sue serie che riguarda frammenti di carta bruciacchiata e il retro delle lettere.

Tra le ‘tele reclamate’ dalla pattumiera, così le definisce Ruby, ci sono anche scarpe, conchiglie e scodelle di cartapesta. E, c’era da aspettarselo, anche per lei il lockdown è stata fonte d’ispirazione, assieme al periodo blu di Pablo Picasso: durante l’isolamento, infatti, l’artista si è dedicata a una nuova serie, “Covid Blues” realizzata con i materiali ritrovati in casa.

Covid Blues, Ruby Silvious, Giorno 1 | Preparazione alle emergenze
acquerello, tempera su bustine di tè usate

I dipinti di Ruby sembra che ci sussurrino che tutto si recupera e l’arte vive ovunque, persino sulle bustine di Tè.

Leggi anche Dipingere rispettando l’ambiente e la salute e visita il sito web di https://www.rubysilvious.com/.

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