Stefano Cagol: Opere a scomparsa

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Belen Espino
Una nota di stupore e tutto inizia.

Elementi naturali in rappresentazioni fatte in serie, un racconto di tutte le cause e gli effetti che stanno attorno alla mutazione del clima, in venti opere da me denominate “opere a scomparsa”. Con carattere ironico e un pò graffiante non univoco, ma che abbraccia paesaggi in doppio movimento.
Le tematiche ambientali sono pane per suoi denti, o meglio per le sue opere; spalmate in video, fotografie e installazioni, infatti queste, ricordano le opere dei grandi maestri dell’arte povera

Trento è la sua città d’origine ed è proprio qui che inizia la sua carriera; tra innumerevoli mostre, e l’apice del riconoscimento alla Biennale di Venezia. Utilizzando i fenomeni naturali per le sue opere, nei suoi primi viaggi a New York dal 1990, ha realizzato video con protagonista la bandiera americana a stelle e strisce mentre garrisce al vento. 

Dal 2000 al 2007 inizia dei lavori che lo portano tra le grandi città: New York, Miami, Berlino e soprattuto Tokyo. 
Una delle mostre più note dell’artista è denominata “La forma del vento”, realizza quasi delle stregonerie, affiancando diversi scenari, antipodi come acqua e fuoco. Neve che brucia, zolle di terra che volano in aria, opere a scomparsa.

Ghiaccio e fuoco nello luogo, nello stesso momento? Esattamente.

Ci ritroviamo in solitudine, al freddo e al gelo, l’artista si incastra tra lande ghiacciate “Over Two Thousand” è la neve in fiamme, avete letto bene! L’artista sfida le leggi della fisica, un’opera suggestiva che mette insieme le forze della natura. Il video è stato esposto nella Chiesa di San Galla, evento collaterale della 54esima edizione della Biennale di Venezia.

Dalle Maldive a Venezia

Nel 2013 le Maldive presentano per la prima volta il loro padiglione nella Biennale. Una piccola nazione che sembra ormai destinata a sparire perché sommersa tra i rifiuti, e anche a causa dell’innalzamento delle temperatura. Le Maldive chiamano 17 artisti internazionali a cimentarsi tramite il loro personale punto di vista, sviluppare e lavorare a dei progetti artistici con un tema principale: il cambiamento climatico. 

Cagol presenta il suo punto di vista dal titolo “The Ice Monolith” – un collegamento tra la sua terra d’origine e le Maldive. Sarà presente, appunto, nel padiglione 55 della Biennale di Venezia.
Ci immergiamo in una passeggiata lungo la Riva Cà di Dio e ci imbattiamo in blocco di ghiaccio di 1400kg, direttamente dalle Alpi trentine. Il blocco di ghiaccio fu lasciato lì, per i successi giorni, sgocciolando e fondendosi davanti agli occhi dei passanti, fino alla sua scomparsa.

Stefano Cagol, The Ice Monolith, 2013. Riva Ca’ di Dio, Venezia 2013. Maldives Pavilion, 55. Biennale di Venezia

Ma perche lasciare un blocco di ghiaccio a sciogliere al sole? 
Lo scopo sembra chiaro, lasciando delle interrogative a tutti gli occhi osservanti; in rifermento alla Maldive, ma al mondo in generale, ma soprattutto alla città che lo ospita, l’incantevole Venezia! L’artista si interroga sul destino di questa favolosa città , forse destinata a scomparire nei prossimi 50 anni. 
Negli stessi giorni l’artista proietterà un video realizzato alle isole Lofoten, a nord del Circolo Polare Artico, il video mostra le cime delle montagne che emergono maestosamente dall’acqua, per poi scomparire in essa. 

Ambiente, territorio e cultura = energia 
The Body Of Energy – Art Performance

Cagol racconta la quotidianità, attraverso una videocamera infrarossi, cattura le tracce che lascia il nostro corpo umano, con la temperatura corporea come manifestazione di energia. Questa traccia ha una valenza simbolica e concettuale, un’impronta di una mano su un albero e così accadde che ‘per pochi minuti questa rimarrà lì, in testimonianza di qualcosa che c’era. 

Per capire meglio il perché Cagol utilizzi il video per le sue opere, Bruce Nauman ci fa da guida, il quale sfruttò il medium (“il messaggio senza codice” come sosteneva McLuhan) che utilizzava il video per raccontare e proporre le sue performance, attribuendo a questi un profondo valore artistico. Un’opera che permane nel tempo, indelebile. 

Il lavoro artistico sopra raccontato è stato premiato come uno dei progetti più innovativi, tra arte, partecipazione e ambiente, mostrato a Expo 2015 nel Padiglione Italia. 

L’artista Cagol sta lavorando a molti altri progetti e “opere a scomparsa”, ti consigliamo di dare una sbirciata al suo website, qui.

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