Buldog Skincare; un brand sostenibile, fatto da uomini per gli uomini

Scritto da
Sara Coccoli

Uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi anni è la nascita e la crescita della cosmesi maschile; quest’anno infatti è arrivato a valere 61 miliardi con un tasso di crescita del 6,4% annuo, a fronte del 2016 dove valeva “solo” 48 miliardi.

In Italia il settore è particolarmente florido, con un picco nel 2017 dal valore di 10 miliardi. 

Ed è proprio in questo nuovo campo che si scoprono brand sostenibili e innovativi come BULLDOG Skincare, fondato nel 2005 da Simon Duffy in territorio anglosassone perché poco soddisfatto dell’offerta destinata al pubblico maschile. Infatti, come racconta il fondatore stesso; “I prodotti destinati agli uomini erano molto complessi e difficili da capire per un “principiante” come me. La confezione conteneva molti termini tecnici, che non capivo. Così ho pensato che, come me, molti uomini potessero sentirsi demotivati da così tante informazioni. Ho pensato di poter dare il mio contributo cambiando leggermente la prospettiva… Il mio punto di partenza: offrire alle persone un marchio di cura della pelle il più naturale possibile e trasformarlo in un must-have nel proprio bagno! Oggi BULLDOG da Londra ha oltrepassato i confini e ne siamo molto orgogliosi”.

La particolarità di questo brand è di origine naturale e l’ispirazione a saldi valori etici. I prodotti hanno una marcia aggiuntiva perché non sono testati sugli animali, non contengono parabeni e coloranti artificiali o alcun tipo di ingredienti di origine animale o fragranze sintetiche. Inoltre, il loro approccio ecologico si estende anche al packaging dove l’uso della plastica è ridotto al 50%.

La linea skincare viene prodotta interamente in Inghilterra e per la ricerca di materie prime il brand si rivolge direttamente a piccole comunità nei Paesi d’origine, offrendo al contempo un importante sostegno a queste ultime. Un esempio è l’Olio di Baobab che arriva dal Sud Africa ed è realizzato da un’associazione che sfrutta tecniche di agricoltura sostenibile per la sua produzione.

Un altro ingrediente fondamentale è l’Aloe Vera, originaria dal Guatemala e reperito da comunità locali che seguono norme che offrono condizioni lavorative rispettose di un salario medio.

BULLDOG crede fermamente inoltre, che la skincare debba essere priva di crudeltà, ed è per il suo impegno nella lotta a favore del “cruelty free” che è entrato a far parte di Leaping Bunny. Questo è un programma di appartenenza globale che certifica con requisiti legali l’assenza di crudeltà di diversi brand.

La politica di Duffy infatti adotta un monitoraggio proattivo dei diversi fornitori per garantire gli standard richiesti dall’associazione. Al seguente link, disponibile anche sul sito web del brand stesso è possibile trovare maggiori informazioni sui criteri Cruelty Free International.

Proprio in questo ambito e in collaborazione anche con Knudsen & CRC, Shanghai Fengpu Industrial Park e Oriental Beauty Valley, BULLDOG è riuscito ad avere il consenso affinché i prodotti non debbano essere sottoposti ad alcun tipo di test sugli animali anche in Cina.

Simon Duffy in merito spiega che; “In Bulldog ci siamo sempre sfidati a fare scelte etiche in termini di benessere degli animali. Anche con la tentazione dell’enorme mercato cinese, abbiamo deciso che non avremmo mai compromesso la nostra posizione sulla sperimentazione sugli animali. È fantastico che questo schema ci abbia permesso di entrare nella Cina continentale mantenendo il nostro status di crudeltà libera. Speriamo che il successo di questo schema spianerà la strada a più marchi internazionali crudeltà liberi di vendere lì.

Per questa sua filosofia più green e sostenibile BULLDOG ha ottenuto diverse certificazioni tra cui Vegetarian Society Approved Vegan e Cruelty Free International.

La loro comunicazione sul sito è estremamente efficacie e il principio che BULLDOG segue è una sfida quotidiana con loro stessi per ridurre l’impatto sull’ambiente. In particolar modo il brand si concentra sul ridurre il consumo di plastica a combustibile fossile e l’energia necessaria per la produzione dei prodotti.

Per il consumatore è infatti impossibile notare una qualche differenza tra il packaging convenzione e quello di BULLDOG; tuttavia, la confezione fa una grande differenza nel risparmio sia di energia che di materiali.

Infatti, dal 2017 è stata introdotta la plastica derivante dalla canna da zucchero per aumentare l’impatto positivo sull’ambiente e imprimere maggiormente un segno sostenibile in questo settore altamente fruitore della plastica tradizionale, che non essendo rinnovabile, rilascia anidride carbonica nell’ambiente e aumenta il riscaldamento globale. 

Il brand è stato il primo a lanciare il nuovo utilizzo di questo vegetale cui serve solo poco più di agenti atmosferici naturali per crescere. La cosa estremamente positiva è che mentre coltivata, questa pianta è in grado di assorbire la CO2 presente nell’aria; ed è così efficacie che per ogni kilogrammo di plastica sostenibile prodotta, 3,09 kilogrammi di CO2 vengono rimossi dall’ambiente. Inoltre, se coltivata su terreni impoveriti e degradati aiuta a reintegrare i minerali per permettere alla terra di essere riutilizzata per altri scopi in futuro.  Tuttavia, al momento il massimale raggiungibile di plastica di canna da zucchero in una confezione ammonta al 50%, ma come dichiarato sul sito web il brand sta lavorando per aumentare ulteriormente la proporzione.

Bulldog è orgoglioso di essere il primo marchio di prodotti per la cura della pelle per uomo al mondo a utilizzare la plastica della canna da zucchero nelle nostre confezioni. Abbiamo sempre cercato di prendere le decisioni più etiche e sostenibili possibili, dal non testare mai sugli animali, al non usare mai microperle per rendere tutti i nostri prodotti adatti a vegetariani e vegani. La plastica di canna da zucchero è l’ultimo passo di questo approccio e siamo lieti di aver lavorato con RPC M&H Plastics per trasformare il Green PE in qualcosa che possiamo usare nei tubi e nei tappi delle nostre confezioni.” rivela Simon Duffy.

Per quanto riguarda l’energia, anch’essa ha un forte impatto sulla sostenibilità del brand in quanto può essere uno dei punti cruciali più dispendiosi. Per le creme di BULLDOG la tecnica utilizzata è quella della “tempra a vaso singolo”; ciò significa che l’acqua viene riscaldata solo in parte per creare il prodotto e realizza la miscela in un solo recipiente. Normalmente nella produzione tradizionale i recipienti scaldati sono due e si utilizza il doppio dell’acqua per scaldarli e raffreddarli. La tecnica adottata dal brand rende la sua produzione molto più sostenibile e attenta al risparmio di energia. Il risultato più lampante ottenuto per il loro idratante classico è un risparmio del 60% di energia per prodotto.

Per ultima, ma non certo per importanza, un’altra grandissima innovazione portata da BULLDOG è stata l’utilizzo del bambù a guscio di tartaruga per l’ideazione del rasoio ecologico. Questa pianta ha la particolarità di essere una delle più veloci al mondo a crescere; pensate che impiega solo un paio di mesi per arrivare a 20 metri di altezza. Inoltre, per arrivare a maturazione impiega dai 2 ai 3 anni ottenendo stabilità dimensionale, durezza e resistenza. Un altro grandissimo vantaggio del bambù è che in una foresta sostenibile in un anno si può raccogliere solo il 20% e nonostante la sua potatura la pianta non muore, eliminando il problema della deforestazione.

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