teta & teta

Teta & Teta, la community per le donne libere

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Belen Espino

“Teta & Teta” è una comunità che rivendica la libertà femminile attraverso la creatività e l’attivismo. Fondata da Maria, designer e copywriter, “Teta & Teta” è un’associazione senza scopo di lucro, che mira a desessualizzare l’universo femminile.

Ho iniziato lavorando in un’agenzia creativa, Contrapunto, e poi ho fondato Molaría, studio creativo lanciato nel settembre 2007“, racconta Maria. “Lì lavoro come direttrice creativa, sono una copywriter, produco idee e concetti, occupandomi anche di contabilità“.

“Teta & Teta”, invece, è nato nel marzo 2013. “Concepito come un co-working creativo, l’ho creato perché il mio vecchio partner, l’art director con cui ho fondato Molaría, si è trasferito in Svizzera“, racconta Maria. “Teta” letteralmente significa “seno”. “Un giorno ho dipinto su una maglietta due seni, quasi per gioco. L’ho postata su Instagram e ho ricevuto messaggi da moltissime ragazze che la volevano“, dice Maria. Così comincia la missione sociale del marchio, ovvero sostenere il movimento del “free the nipple”, iniziato nel 2013 dall’attivista statunitense Lina Esco. L’obiettivo di Esco è del suo movimento è sostenere la libertà delle donne di girare a petto nudo senza essere giudicate e di liberare la società dalla censura verso questa parte del corpo femminile.

Le iniziative di “Teta & Teta”

La prima delle iniziative dell’associazione è “Breastfeeding Welcome Here”, creata nel 2017 al fine di normalizzare l’allattamento al seno in pubblico. Il sito dell’iniziativa presenta una mappa costantemente aggiornata dei luoghi di tutto il mondo in cui l’allattamento al seno è il benvenuto.
Con questa iniziativa a sostegno delle madri che hanno bisogno di allattare per strada al riparo da rumore, inquinamento, tempo, pudore o giudizi, vogliamo accelerare la normalizzazione dell’allattamento al seno in pubblico. Vedere una madre che allatta deve diventare normale come vedere una coppia di anziani camminare mano nella mano“, spiega Maria. Sul sito è possibile segnalare esercizi commerciali in cui si può allattare e che sarebbero interessati a partecipare all’iniziativa.

Nel 2018, “Teta & Teta” lancia “A las olvidadas”. “Questa iniziativa è partita da una domanda: che libro regaleresti a una donna che è in prigione?“, dice Maria. Libri per per allontanarle dalla loro realtà, ma anche per generare riflessione e dibattito attorno a un collettivo invisibile alla società e discriminato dal sistema carcerario.

Secondo una ricerca di “Acopa”, solo il 9% della popolazione carceraria è composto da donne. Delle 69 prigioni spagnole, solo 4 sono femminili: Brieva (Ávila), Alcalá Meco (Madrid), Alcalá de Guadaira (Siviglia) e Wad-Ras (Barcellona). I centri penitenziari che hanno anche sezioni femminili, spesso non soddisfano i loro bisogni primari.

Secondo uno studio, l’88,41% delle donne che entrano in carcere ha subito violenze sessiste. C’è una relazione diretta tra abuso, conseguenze psicologiche e precedenti penali. Il disturbo da stress post-traumatico sofferto da donne maltrattate comprende depressione, tossicodipendenza, autolesionismo, aggressività.

Chiunque può partecipare all’iniziativa “A las olvidadas” mettendosi in contatto con l’associazione e spedendo libri di qualsiasi genere (saggi, biografie, narrativa) e in qualsiasi lingua (perché nelle carceri sono detenute donne di diverse nazionalità), purché siano tutti dedicati.

Le dediche sono l’essenza dell’iniziativa. Sono un abbraccio, la dimostrazione che qualcuno ha pensato a queste donne. La prigione disumanizza molto le persone e le dediche in qualche modo restituiscono qualcosa di quell’umanità. Se qua fuori aiutano a riflettere, là confortano“, racconta Maria. Finora sono stati ricevuti 6690 libri, di cui 5970 hanno raggiunto ben sette prigioni, ed è in fase di produzione anche un documentario sul tema. Da poco “A las olvidadas” è attivo anche in Messico, Francia e Colombia.

Il reggiseno monocoppa

L’ultima iniziativa risale al 2019. Si tratta di Lola: un reggiseno per le donne che hanno subito una mastectomia. Lola è nato grazie alla collaborazione di più persone, tra cui il brand sostenibile “Aniela Parys”, il brand “Anna Bonny”, che realizza reggiseni monocoppa e cerotti per la mastectomia; e la “School of Feminism”, una piattaforma volta a diffondere il movimento femminista.

Parte integrante di questo progetto è dare voce alle esperienze dirette delle pazienti oncologiche, normalizzare i loro corpi, affinché vengano visti come corpi che hanno sofferto e vinto una battaglia, le cui cicatrici trasmettono voglia di vivere.

Nel 2020 “Teta & Teta” ha sfidato pubblicamente il brand “Mango” a far diventare una linea il progetto Lola. Così, quest’anno, “Mango” ha lanciato una capsule collection composta da tre reggiseni, due costumi da bagno interi e un bikini, dal design versatile che permette di adattare i capi sia a donne con un solo seno sia a donne con protesi, celebrando la diversità.

Le taglie vanno dalla XXS alla XXXL, per tutti i corpi e le età. I prezzi sono accessibili e tutto il ricavato viene devoluto proprio a “Teta & Teta”, per l’assistenza e l’aiuto a tutte le donne che hanno subito una mastectomia.

Oggi “Teta & Teta” ha uno shop online e produce in Spagna t-shirt, shopping bags, felpe, pantaloni e biancheria intima che vogliono trasmettere tutti lo stesso messaggio: le donne devono sentirsi libere di vivere il proprio corpo come desiderano. L’associazione ha anche un’attiva community sui social media.

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