Talking Hands, la moda per promuovere l’integrazione sociale

“Con le mani mi racconto”. Questo è il concept del progetto Talking Hands, laboratorio permanente di design e innovazione sociale nato nel 2016. I partecipanti possono qui creare le proprie forme d’arte e narrazione attraverso l’attività progettuale manuale. Questo è uno strumento d’inclusione sociale che fornisce occasioni di lavoro. Rifugiati e richiedenti asilo producono oggetti che che venderanno in una gara di iniziative di solidarietà.

Nel mese di marzo 2020 per sensibilizzare i cittadini e contenere la diffusione del virus covid-19 Talking Hands decide di convertire le linee e gli standard di produzione per fabbricare mascherine protettive lavabili. via talkinghands.it

Perchè il nome Talking Hands

Abbiamo pensato alle mani parlanti, per lanciare un messaggio.

Se la vita ti ha tolto tutto. E non possiedi più niente. Neppure un titolo di cittadinanza.
Non significa che qualcuno possa toglierti il desiderio di rimetterti in gioco.

Il progetto nasce con l’idea di sottrarre all’inattività una parte delle persone presenti negli “hot spot” con un percorso di inclusione sociale.

Moda e integrazione in società

Una parte del progetto si basa sulla moda. Un esempio. A Treviso ha nasce la capsule collection Mixitè, realizzata da immigrati africani che hanno combinato le loro conoscenze con il made in Italy. Il laboratorio si affida a tessuti di recupero provenienti dal Lanificio Paoletti di Follina. Questo per raggiungere l’obiettivo primario di ottenere prodotti di qualità: da kimono, a giacche, pantaloni e accessori.

0Kg”, collezione di 50 plaid in edizione limitata e numerata inserita nel nuovo catalogo outdoor dell’azienda di imbottiti WOW Italy. via talkinghands.it

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