È compito di tutti sbarazzarsi dei rifiuti

È compito di tutti sbarazzarsi dei rifiuti

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Giorgia Barbiero

Oggi sembra impossibile fare una passeggiata in campagna e non trovare un fazzoletto per terra, resti di carta d’alluminio e soprattutto mozziconi di sigarette. Si tratta del cosiddetto littering, rifiuti generati dall’uomo che finiscono in ambienti naturali come foreste, fiumi o spiagge. Per lottare contro questa forma di inquinamento, la ONG SEO Bird/Life ha creato il progetto LIBERA in collaborazione con Ecoembes nel 2017. Da allora, migliaia di volontari hanno rimosso centinaia di tonnellate di rifiuti dagli ambienti naturali di tutta la Spagna nelle iniziative organizzate da questo programma.

L’iniziativa 1m2 consiste in raccolte collettive di rifiuti lasciati in natura. Chiunque può partecipare unendosi a un’attività programmata o anche organizzando un nuovo punto di raccolta. Il progetto LIBERA organizza tre campagne all’anno: una incentrata su foreste, boschi e campi, un’altra su spiagge e zone balneari e un’altra ancora in ambienti fluviali. La prossima, dal 12 al 20 marzo, ha già aperto le iscrizioni per pulire fiumi, bacini e paludi.

È compito di tutti sbarazzarsi dei rifiuti

Gli organizzatori dei punti ricevono una formazione prima dell’attività, così come un set di sacchetti per i rifiuti, guanti e una bilancia per pesare i rifiuti trovati. Perché la bilancia? LIBERA analizza i rifiuti raccolti per ottenere informazioni sulle forme più comuni di inquinamento. Con questi dati, le autorità possono indirizzare le loro politiche ambientali dove sono maggiormente necessarie.

Quindi LIBERA indaga l’origine dei rifiuti, i loro derivati tossici, le zone di accumulo… Lo fa insieme a diverse associazioni e istituzioni, e anche con la collaborazione dei cittadini. Per esempio, ha lanciato delle app affinché chiunque possa segnalare i rifiuti che trova durante un’escursione. Gli utenti dell’app B-LEZA vengono addirittura premiati per la loro partecipazione. In altre parole, ha trasformato il compito di raccogliere informazioni in un gioco.

I rifiuti invisibili

Una delle istituzioni che collaborano con LIBERA è il CSIC, con cui ha realizzato lo studio LIBERA Science. Lo studio esamina la presenza di alcuni inquinanti in 140 delle 469 aree importanti per la conservazione degli uccelli e della biodiversità. Queste sono considerate prioritarie per la presenza di alcune specie, identificate dalla ONG e riconosciute dal Ministero della Transizione Ecologica. Secondo il rapporto, i tre tipi più comuni di rifiuti sono la plastica, i mozziconi di sigaretta e le salviette umide.

Secondo LIBERA, 4,5 milioni di mozziconi di sigarette vengono buttati via ogni anno. Questo tipo di rifiuti crea un grosso problema – anche se invisibile agli occhi, come direbbe il Piccolo Principe: i filtri sono fatti con un derivato del petrolio che non è biodegradabile. Insomma, anche se il sole, l’erosione e la pioggia distruggono il mozzicone di sigaretta, questo non scompare. E le sue microparticelle, spiega il progetto nel rapporto 2021, possono “trasferire all’ambiente fino a 400 sostanze chimiche”, tra cui diverse considerate cancerogene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come il catrame.

È compito di tutti sbarazzarsi dei rifiuti

I rifiuti invisibili, come questi inquinanti vengono chiamati nel rapporto di Science, vanno ben oltre il semplice —anche se incivile—abbandono di mozziconi di sigarette. Solo 4 delle 140 aree analizzate non avevano inquinanti nelle loro acque. Di questi agenti inquinanti, i più comuni sono quelli considerati “farmaceutici”, una categoria che include la caffeina e la nicotina, che sono molto comuni nelle aree ricreative come le aree picnic.

Punti neri

Inoltre, questi inquinanti possono continuare a danneggiare il pianeta negli anni a venire. Questa è un’altra delle conclusioni dello studio di LIBERA e CSIC. Nei campioni raccolti hanno trovato grandi quantità di pesticidi utilizzati su larga scala tra gli anni ’50 e ’80, nonostante siano stati vietati dal 1994.

Identificare i “punti neri” dove si concentrano la maggior parte dei rifiuti e delle sostanze inquinanti può essere utile ai governi (locali o nazionali) per attuare misure in queste aree. LIBERA riporta che i rifiuti lasciati negli uadi, nei ruscelli e nei burroni sono molto problematici. Questi rifiuti si decompongono nel tempo; oltre alla fauna e alla flora locale, colpiscono tutta la fauna e la flora a cui il fiume porta i suoi resti. In molte occasioni, raggiungono anche il mare.

È chiaro che, al di là delle iniziative che possono essere messe in atto dalle amministrazioni, i rifiuti non ci sarebbero se la gente non li buttasse in giro. Per questo motivo, LIBERA realizza workshop, mostre e corsi di formazione in cui trasmette i danni che il littering causa all’ambiente. Insegna anche materie nella formazione professionale e in varie università. E soprattutto, insegna anche ai bambini nelle scuole.

Sbarazzarsi dei rifiuti è un compito per tutti i membri della famiglia. Anche i rifiuti che troviamo in natura.

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