Fontana di Trevi

L’impatto ambientale del turismo di massa

Visual Curator
Vittoria Rossini
English Translation
Bryan Bravo
Italian Translation
Andrea Terrado

Viaggiare e conoscere luoghi diversi è qualcosa che a tutti noi piace fare. Pianificare una lunga vacanza o solo un fine settimana fuori porta ci entusiasma sempre. Quello che molti non sanno è l’impatto che il turismo di massa ha sulla natura e sulle città più visitate al mondo.

Il turismo genera benefici economici, culturali e sociali, ma dall’altra parte colpisce negativamente sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dei centri turistici. Alcune delle conseguenze negative sono le seguenti.

Danni, degrado e perdita di ecosistemi naturali, a causa del calpestio della vegetazione, dell’abbattimento di alberi per la costruzione di infrastrutture (alberghi, appartamenti, ristoranti, ecc.) e dell’aumento del traffico. Qualcosa di semplice come raccogliere piante, funghi o fiori può alterare l’ambiente.

beach garbage
Immagine di Dustan Woodhouse (Unsplash)

Contaminazione dell’acqua e del suolo, dovuta ai rifiuti prodotti dall’afflusso di turisti su spiagge, fiumi o laghi e dall’uso di combustibili fossili. La qualità e il consumo dell’acqua sono influenzati dall’uso di sostanze chimiche nei parchi acquatici o nelle grandi piscine.

Inoltre, gli eventi di massa attirano turisti da tutto il mondo e le città e i loro residenti ne subiscono le conseguenze. Con l’aumento della domanda di energia, cibo, acqua e costi della vita, molti residenti vengono sfollati in aree meno turistiche e piú economiche. L’aumento dei visitatori porta anche a cambiamenti nelle norme sociali e culturali che preservano il patrimonio naturale.

Quali sono le attività controverse del turismo di massa che colpiscono i consumatori?

Overbooking. È l’eccesso di posti a sedere, prenotazioni o biglietti che possono essere offerti. Questo danneggia i consumatori, che devono accettare altre opzioni o rinunciare al viaggio senza ricevere un risarcimento. 

Greenwashing. Presenta un’offerta turistica rispettosa dell’ambiente, ma non lo è o è molto limitata. I consumatori pensano di contribuire alla sostenibilità, ma in realtà sostengono aziende che inquinano, danneggiano gli ecosistemi o generano rifiuti.

Dumping. È concorrenza sleale. Vengono offerti prezzi molto bassi per eliminare la concorrenza sul mercato. Di solito vengono offerte condizioni di bassa qualità o scadenti.

Come possiamo vedere, il turismo di massa e l’industria alberghiera generano inquinamento e causano danni all’ambiente. È tempo di impegnarsi per un tipo di turismo più sostenibile. Viaggiare e conoscere nuovi luoghi in modo responsabile e rispettoso della natura è possibile. 

Ecco tre esempi di città che hanno cambiato regolamenti e norme per proteggere il loro patrimonio e la qualità della vita dei cittadini.

Barcellona. È una delle destinazioni turistiche più importanti della Spagna. Famosa per la sua architettura, le spiagge, la gastronomia e la cultura. Il turismo di massa ha spinto la gente del posto fuori dal mercato immobiliare, poiché il numero di case disponibili per l’affitto è stato notevolmente ridotto. Per regolare questo problema sono state adottate misure come la regolamentazione degli alloggi turistici, il divieto di costruzione di alberghi, tasse sul turismo e una limitazione del numero di visitatori.

Barcelona,Parc Güell
Immagine di Daniel Corneschi (Unsplash)

Machu Picchu. Questa destinazione, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è una delle più visitate del Sud America. Si tratta di un sito archeologico che riceve 1,5 milioni di visitatori l’anno. Questo ha messo a rischio la conservazione del luogo, per cui il governo ha stabilito misure di protezione. Tra queste c’è un limite di accesso giornaliero, la chiusura del Cammino Inca durante il mese di febbraio per svolgere lavori di manutenzione, la divisione degli orari di visita, l’obbligo di guide turistiche ufficiali e nuove vie di accesso che non intaccano il Patrimonio. 

Venezia. Questa città italiana, caratterizzata dai suoi canali, dall’architettura e dalla storia, soffre da anni di sovraffollamento. La congestione, l’inquinamento delle acque, l’erosione degli edifici a causa dell’ingresso di grandi imbarcazioni, la perdita di identità e l’aumento dei prezzi sono alcune delle conseguenze. Per regolamentare questa congestione, Venezia ha implementato il biglietto d’ingresso alla città, la restrizione di accesso ad alcune zone, la promozione del turismo responsabile e la limitazione dell’ingresso delle navi da crociera. 

Immagine di Hubert Buratynski (Unsplash)

Queste tre città hanno iniziato a regolamentare il turismo di massa, ma ce ne sono molte altre che condividono le stesse proposte. Oltre ai regolamenti di ogni città, ci sono regolamenti in tutto il mondo che cercano di ridurre l’impatto negativo del turismo sull’ambiente.

Uno di questi è il Codice Etico Globale per il Turismo (GCE), un insieme di principi generali che cerca di guidare gli attori dello sviluppo turistico, come i governi, le comunità, l’industria e i turisti. Il suo scopo è quello di massimizzare i profitti del settore e ridurre il suo impatto negativo sull’ambiente. Questo organismo è riconosciuto dalle Nazioni Unite dal 2001.

Possiamo anche citare la Convenzione relativa alla Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale, un trattato internazionale approvato dagli Stati membri dell’UNESCO che promuove l’identificazione, la conservazione e la protezione di beni o siti di valore universale considerati Patrimonio dell’Umanità.

Questi cambiamenti nelle normative locali e internazionali fanno parte di un nuovo sguardo più rispettoso verso la natura. In quest’ottica si colloca l’ ecoturismo. Si tratta di un tipo di turismo che ruota attorno all’ apprezzamento e all’osservazione della natura e delle culture tradizionali che vi si trovano.

Immagine di Omanakuttan Cr (Unsplash)

Si cerca di ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente naturale e socioculturale mantenendo le aree naturali che costituiscono l’attrazione turistica. Inoltre, avvantaggia economicamente le comunità ospitanti, offrendo opportunità di lavoro. In questo modo viene rafforzata la consapevolezza delle popolazioni locali in merito alla conservazione e alla cura del patrimonio naturale e culturale.

Generalmente, i gruppi turistici sono piccoli e sono gestiti da guide turistiche specializzate. Tra i principi dell’ecoturismo c’è la promozione della consapevolezza e del rispetto ambientale e culturale, fornendo esperienze positive e memorabili per i visitatori. E infine si riconoscono i diritti e le credenze spirituali dei popoli e delle comunità. E voi, volete provare il turismo sostenibile?