Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale

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Belen Espino
Scritto da
Paolo Di Gennaro

Se l’imprescindibilità dell’approccio sostenibile nel design è ormai data per scontata, la crucialità di un coerente pensiero progettuale nella riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti meriterebbe maggiore attenzione. A tal proposito, infatti, John Thackara, uno dei più influenti giornalisti e teorici del design, tiene a ribadire che l’80% dell’impronta ambientale esercitata dai beni materiali è determinata allo stadio progettuale. Oltre a soddisfare le esigenze dei consumatori, il cosiddetto “buon progetto”, infatti, dovrebbe puntare sia all’ottimizzazione del processo produttivo che all’agevolazione del sistema dei trasporti. Il tutto, dunque, potrebbe essere riconducibile alla triade: riciclo, flessibilità e compattezza. Tuttavia, c’è un’altra componente che contribuisce all’efficienza sostenibile di un prodotto: l’impilabilità. Perché anche il modo in cui gli oggetti vengono usati, stoccati e trasportati conta. Ecco perché dedichiamo questo articolo ai mobili impilabili: 5 prodotti per Natale ci faranno qui da guida per scoprirne tutti i vantaggi.

Cosa si intende per mobili impilabili e quali sono state le evoluzioni?

A dire il vero, qualsiasi complemento d’arredo può oggi essere reso impilabile se, di fatto, i suoi volumi sono tali da riuscire ad essere sovrapposti senza fatica e usure. Va da sé che il primo vantaggio a cui questi vengono associati è la riduzione dell’ingombro occupato una volta riposti. Ma benché risultino ai nostri occhi solo pratici, leggeri e funzionali, i mobili impilabili sono una delle principali soluzioni attraverso cui contrastare le ripercussioni del Fast-Design.

A pensarci bene, però, l’impilabilità dei beni di consumo domestici non è proprio nata per rispondere all’esigenza ambientale. Basti pensare, infatti, che i primi mobili impilabili apparvero sul mercato grazie alle sperimentazioni che gli architetti più lungimiranti degli anni ’50 hanno iniziato a condurre maneggiando la plastica. Ma come abbiamo già disquisito qui, non è la plastica ad essere colpevole. Dopo un decennio, quello del dopoguerra, speso a cercare di dare calore alle case americane con materiali naturali e colori che prendevano ispirazione dalla terra, infatti, una nuova generazione di designer europei decise di invertire la rotta. Forme fluide, colori vivaci, plastica e impilabilità erano dunque le nuove parole chiave del progetto.

Ad oggi, però, considerata la criticità della condizione climatica e la schizofrenia dei consumi, l’impilabilità non può più essere concepita come una questione di stile. Ridurre gli ingombri nella logistica, sviluppare stampi efficienti e circondarsi di oggetti intelligentemente concepiti diventa un imperativo a cui, da consumatori consapevoli, non dovremmo sottrarci. Facciamo dunque alcuni esempi di prodotti a cui rifarsi prima di mettere nel carrello gli ennesimi nuovi arredi del salotto.

La seduta Vela di Magis

Si chiama Vela la prima sedia impilabile in magnesio realizzata da Magis su disegno degli architetti Gilli Kuchik e Ran Amitai. Con produzione in Israele e assemblaggio in Italia, Vela è stata una delle principali novità del Salone 2019, l’ultima fiera in cui la maggior parte delle aziende, pur godendo di un mercato in espansione, era arenata ad una sovrapproduzione non propriamente responsabile. Eppure Magis, che è un’azienda in cui la sperimentazione e l’innovazione in chiave ecologica non sono mai mancate, ha deciso di investire, già prima del risveglio di coscienza a cui la pandemia ha contribuito, sull’utilizzo di un materiale non propriamente “ben visto” nel trendy-design per realizzare una classica sedia impilabile.

Abbondante in natura, leggero, robusto, ecologico, stabile e resistente alla corrosione, il magnesio è, per lo più utilizzato nell’automotive. Nel mobile, invece, è stato sempre relegato in seconda file ma, in realtà, potrebbe costituire una nuova frontiera. Ci sono, infatti, degli indubbi vantaggi rispetto, ad esempio, all’alluminio, anche in termini di sostenibilità. Oltre alla leggerezza, il magnesio richiede una lavorazione che offre un minor dispendio energetico grazie all’inferiore punto di fusione e al ciclo di stampaggio più breve. Il magnesio, poi, si estrae dall’acqua. Il che evita scavi e la conseguente desertificazione. Ma non solo. L’estrazione del magnesio non implica dispersioni di CO2 nell’aria e, quando torna a sciogliersi nell’acqua di mare, ossigena la flora e la fauna marina.

Risulta evidente, dunque, che la combinazione di un materiale ecologico, una progettazione che punta tanto alla valorizzazione dello stesso quanto allo snellimento dei volumi, insieme a qualche sforzo in più per poter riporre i prodotti gli uni sugli altri, risulti in un prodotto eccellente che, si spera, contribuirà ad educare i consumatori a comprare una sedia in meno ma di maggior qualità.

Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale. Sedia Vela di Magis

La sedia Tip Ton di Vitra

Vitra, una delle principali aziende che già da tempo pone la sostenibilità al centro del progetto, ha, nel 2020, dato nuova vita alla sedia Tip Ton disegnata da Edward Barber & Jay Osgerny 9 anni prima, incentivandone l’imprinting ecologico dato dalla sua impilabilità con materiali polimerici. Il centro di Ricerca e Sviluppo dell’azienda svizzera, infatti, è impegnato da diverso tempo nell’ideazione di materiali inediti da integrare ai progetti esistenti.

La sedia Tip Ton Re nasce, così, dal recupero dei materiali riutilizzabili che in Germania vengono raccolti con il programma Sacco Giallo. Dopo essere stata separata dai metalli, la plastica viene, di fatto, frantumata, pulita e trasformata in un granulato riutilizzabile. Valorizzando, pertanto, i rifiuti domestici, Tip Ton Re diventa una seduta perfetta per uffici, scuole e home office. Oltre ad addrizzare il bacino e la colonna vertebrale con un leggero dondolio, è impilabile e completamente riciclabile al termine del suo ciclo vitale, rivelandosi così nella sua veste più naturale.

Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale. Sedia Tip Ton di Vitra

La collezione di tavolini B9 di Marcel Breuer per Thonet

I mobili impilabili, però, non sono solo quelli che compriamo in multipli uguali a sé stessi, così da riporli in cantina per riprenderli in numero proporzionale a quello degli invitati. Anche in vista della maggiore plasmabilità richiesta dalle nuove abitudini domestiche, infatti, andrebbero rivalutate quelle forniture flessibili che si contraggono ed espandono a seconda della fruizione. Il che implica una compenetrazione dei volumi che sfrutti il principio dell’impilabilità pur non sovrapponendo, di fatto, le parti.

È questo il caso di una collezione non esattamente di primo pelo. Si tratta, infatti, del set di tavolini B9 concepiti dal maestro del Bauhaus, Marcel Breuer, nel 1925. Convinto che il mobile dovesse conformarsi alla tipologia del materiale impiegato, Breuer volle sperimentare l’uso del tubolare d’acciaio per realizzare mobili d’appoggio disponibili in quattro dimensioni. Questi furono inizialmente utilizzati solo nella mensa dell’edificio Bauhaus, per poi entrare nel catalogo Thonet nel 1930/31. Oggi sono venduti sia come articoli singoli che come set. Ma la loro forza risiede proprio nell’armonia con cui si estraggono e ritraggono l’uno nell’altro.

Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale. Vogue, Tavolini b9 di Marcel Breuer

Tavolino Vogue di Lafuma Mobilier

Celebre per aver soddisfatto le esigenze del ceto medio europeo di fine anni 50, disegnando mobili itineranti dalle dimensioni tali da entrare nel baule della Renault Dauphine, Lafuma Mobilier è un’azienda francese che ha fatto lunga strada nel settore dei piccoli arredi piegabili Pop-Up con sistema di chiusura “affusolato”. E, continuando a giocare con acciaio e tessuto, soddisfa ancora la sua fetta di mercato.

Una delle ultime chicche è, non a caso, il tavolino Vogue. Un piccolo poggia-cose triangolare utilizzabile sia negli interni che nell’outdoor. I suoi punti di forza? Sicuramente la robustezza conferita dalla struttura a tubo e dal pianale in acciaio laccato. La resistenza ai raggi del sole e l’adattabilità d’uso. Ma, come confermano nel sito stesso, la principale qualità è l’impilabilità, la quale, rendendolo utilizzabile anche come sgabello, ne facilita lo stoccaggio.

Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale. Tavolino Vogue di Lafuma Mobilier

L’annaffiatoio/vaso PS 2002 di IKEA

E per concludere, come non citare l’annaffiatoio-vaso di Ikea? Si, proprio quello che inseriamo nel carrello poco prima del check-out. O che regaliamo alla zia glam all’ultimo momento. Ecco, come sempre, l’azienda svedese riesce a combinare decorazione, funzionalità ed ecologia del prodotto pur essendo emblema di quel che, a inizio articolo, abbiamo condannato come Fast-Design. Utilizzabile sia come vaso che annaffiatoio, questo prodotto ben si presta a costruire pile colorate che, rendendo pop un angolo del terrazzo, in realtà agevolano le spedizioni, lo stock e la riposizione.

Come dimostrato, dunque, investire sui mobili impilabili è cosa buona e fattibile, proprio per tutte le tasche!

Mobili impilabili: 5 prodotti per Natale. Annaffiatoio/vaso PS 2002 di Ikea

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