vetrina illuminata

Vetrine e allestimenti: esistono soluzioni green?

Visual Curator
Vittoria Rossini
English Translation
Bryan Bravo
Italian Translation
Rebecca Verrascina

Era il 1909 quando a Londra si accesero le prime luci sulle vetrine. I passanti rimasero estasiati nell’osservare gli allestimenti. Potevano ammirare vestiti, gioielli e prodotti di vario genere anche durante le loro passeggiate serali.

Seppure in quell’anno le vetrine acquistarono un appeal differente l’idea dei commercianti di mostrare i loro prodotti era nata moltissimi anni prima. Già durante il Rinascimento, infatti, i bottegai per attrare clienti esponevano al di fuori della bottega la loro merce migliore.

Ambrogio Lorenzetti,Effetti del Buon Governo in città, Siena

Nel corso degli anni fu principalmente in Francia che si sperimentarono le prime tecniche di quello che noi oggi definiamo visual merchandising. Italia, America del nord e Londra la seguirono subito dopo. Fu però l’americano Harry Gordon Selfridge, fondatore dei grandi magazzini Selfridges, che a Londra rinnovò il modo di concepire le vetrine rendendole ancora più attraenti e sbalorditive. Un esempio? L’esposizione, nel 1909, di un vero aereo in vetrina che attirò più di 50.000 curiosi.

“Una vetrina ben progettata è un racconto visivo che attira e coinvolge il pubblico” – Mary Portas. Nulla di più vero, ecco perché sono così importanti: permettono di attrare le persone e quindi potenziali acquirenti.

L’arte del vendere partendo dagli occhi

Negli ultimi anni la vendita online di qualsiasi tipo di prodotto ha spinto i negozi fisici a reinventarsi partendo proprio dal primo impatto: quello visivo. Questo ha portato sempre di più ad un aumento della richiesta di allestimenti innovativi e personalizzati. E sempre più designer sono all’opera con nuove idee per rendere il prodotto attraente e accattivante per distinguersi dalla concorrenza ed infine persuadere il cliente all’acquisto.

Famose sono le istallazioni di Macy’s a NewYork che durante il periodo natalizio attira milioni di turisti con le sue spettacolari scenografie. Non sono solo un esempio di ciò che si può acquistare ma è anche un modo di raccontare una storia ai visitatori.

Image by Liz Pullan Pattathy (Unsplash)

Quali prodotti vengono maggiormente utilizzati per l’allestimento di queste “finestre” sul mondo dello shopping?

I manichini forse sono quelli che più saltano all’occhio, gli adesivi utilizzati soprattutto per comunicare eventuali promozioni, sfondi scenografici, scaffali e mobili per mettere in mostra gli articoli ma anche cuscini, tappeti, palloncini e fiori. Le idee e le combinazioni quindi possono essere infinite.

Vetrina negozio
Image by Anh Khac (Pexels)

Ambiente e decorazioni

L’impatto degli allestimenti e decorazioni per le vetrine di tutto il mondo ha un effetto molto negativo sull’ambiente se si considera che il 95% dei materiali utilizzati vengono smaltiti perché sono gia utilizzati, rovinati o obsoleti. Spesso vengono utilizzati proprio materiali monouso ma non per questo meno inquinanti. CI troviamo di fronte ad un inquinamento per la produzione di questi allestimenti, e per lo smaltimento degli stessi.

Anche l’uso piu intensivo dell’illuminazione è un fattore da non sottovalutare. Spesso le vetrine sono illuminate a ciclo continuo richiedendo così una notevole quantità di energia elettrica. L’eccessiva illuminazione inoltre può contribuire all’inquinamento luminoso che può disturbare gli ecosistemi naturali e influenzare il comportamento degli animali notturni in aree meno urbane. Infine, l’eccesiva stimolazione visiva può divenire fornte di stress e fatica per gli stessi esseri umani.

Negli ultimi anni quindi anche in questo settore ci si sta rendendo conto dell’importanza di adottare misure sostenibili.

Cosa si sta facendo al riguardo?

Nel mondo del visual merchandising sono stati organizzati corsi, seminari e workshop per esplorare nuove tecniche, per imparare a scegliere materiali eco-friendly, ridurre gli sprechi e creare allestimenti che rispettino l’ambiente.

Alcune aziende offrono servizi di noleggio temporaneo di decorazioni così da poter modificare regolarmente l’aspetto delle vetrine senza dover acquistare nuovi materiali periodicamente.

Un’altra soluzione green è quella di utilizzare piante o materiali acquistati in mercatini dell’usato, dando così una seconda vita a oggetti dimenticati.

IKEA, il noto marchio svedese, è conosciuto anche per il suo impegno nell’uso di materiali riciclabili e rinnovabili nelle loro vetrine. In Medio Oriente sono state realizzare le prime vetrine total green.

Scatola di Cartone
Image by Ochir-Erdene Oyunmedeg (Unsplash)

Il progetto si chiama Ecologicool windows e sono state utilizzate 3 tonnellate di cartone riciclato. Ma per rendere tutto ancora più sostenibile si è pensato ad una soluzione green per il trasporto. Infatti, sono stati utilizzati treni e navi per evitare gli aerei molto più inquinanti. Inoltre, invece dell’illuminazione classica sono statin utilizzati LED.

A Londra, nelle vetrine di Stella McCarteney sono stati utilizzati manichini biodegradabili realizzati con plastica naturale derivante dalla canna da zucchero e verniciati con una vernice naturale. In più, è stata utilizzata carta recuperata dagli uffici per creare pannelli decorativi.

A Firenze invece, Benetton ha avuto l’idea di utilizzare il legno di scarto dei faggi abbattuti da una tempesta nel 2018 per i pavimenti e una pittura minerale per le pareti.

Riflessioni

Quanto vale una vetrina? Moltissimo, in termini di idee, di appeal, di materiale, di manodopera ma soprattutto per il nostro ambiente. Scelte non sostenibili avranno una ripercussione molto evidente sull’ambiente e preferenze non proprio green spesso respingeranno acquirenti invece di attirarli.