BioCasa 82

BioCasa 82

La pioniera del protocollo italiano di certificazione di sostenibilità

Traduzione
Sara Bargiacchi Stephanie Duarte

Nell’epoca del “Superbonus”, l’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio per specifici interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio che ha concesso a molti l’opportunità di sperare o, quanto meno, fantasticare l’incremento dell’efficienza energetica di condomini e case, riteniamo sia interessante risalire al progetto che nel 2014, oltre a riscuotere l’attenzione di Divisare, uno degli archivi più rispettabili sull’architettura contemporanea, ha posto le basi per la formulazione del protocollo italiano di certificazione di sostenibilità: il suo nome è BioCasa 82!

BioCasa 82: la pioniera del LEED italiano

Prima in Italia ad ottenere l’attestazione di conformità al prestigioso standard americano LEED Platinum del LEED for Homes 2009 e ad essere sottoposta all’analisi del carbon footprint, ovvero l’impatto di CO2 rilasciata nel tempo, BioCasa 82 è divenuta, infatti, il caso studio su cui è stata verificata l’applicabilità del protocollo internazionale al contesto italiano, di fatto contribuendo all’elaborazione del nostrano GBC HOME.

Per comprendere, però, a pieno la rilevanza dei risultati raggiunti e la qualità delle soluzioni adottate, soffermiamoci dapprima su questi criptici acronimi, certificazioni ed organizzazioni.

A cosa ci riferiamo con LEED e GBC HOME?

In breve, il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è un programma di certificazione volontario che, sulla base del sistema di “green building rating” più autorevole al mondo, promuove l’edificazione di ambienti salubri, longevi ed efficienti attraverso un metodo di progettazione integrata che si prenda cura dell’intero ciclo di vita dell’edificio, dal suo sviluppo e realizzazione, alla conseguente implementazione, così come all’uso a cui è destinato.

LEED valuta le prestazioni di una costruzione in termini di risparmio energetico ed idrico, di riduzione delle emissioni di CO2, di miglioramento della qualità ecologica degli interni, di materiali, progetto e scelta del sito. Sulla base di questi, poi, oltre a farsi garante della qualità del manufatto architettonico, LEED attesta vantaggi economici, ambientali e salutari.

Non è un caso che l’USGBC (U.S. Green Building Council), l’organizzazione che lo ha messo a punto a partire degli anni ‘90, proclami che “healthy people in healthy places equals a healthy economy”.

Tuttavia, trasporre lo standard americano su scala nazionale ha richiesto un lungo processo di revisione ed analisi delle versioni di volta in volta aggiornate. Nel nostro territorio, infatti, si distinguono variegate tipologie residenziali tali da necessitare un approccio metodologico più flessibile di quello d’oltreoceano.

BioCasa 82: facciata e ingresso

Ciò ha fatto sì che GBC Italia, l’organismo promosso dalla società consortile Distretto Tecnologico Trentino, introducesse lo standard LEED sotto forma di GBC HOME. Questo, riprendendone i quattro livelli di valutazione (Base, Argento, Oro e Platino), è stato sviluppato utilizzando come caso pilota proprio quella che, per ora, abbiamo solo citato come BioCasa 82.

Ma come fece BioCasa 82 a diventare archetipo di bioedilizia?

Era il 5 Novembre 2012 quando BioCasa 82 si aggiudicò l’attestato per il caso studio di GBC HOME, ottenendo 117 punti su un massimo di 136, di cui 10/11 per l’innovazione nel Design & Engineering. Da allora è conosciuta come la prima casa privata che ha superato in Europa tutti i record precedenti in materia di sostenibilità edilizia.

Il processo di verifica, che assieme agli organismi d’ispezione, Bureau Veritas e ICMQ, coinvolse la società di consulenza Welldom srl e Studio Arplan, si focalizzò su:

  • Sostenibilità del sito: il ricorso a tecniche costruttive che rispettano l’ecosistema;
  • Gestione delle acque: il recupero dell’acqua piovana e la riduzione del getto nella rubinetteria;
  • Efficienza energetica: l’uso di fonti rinnovabili, di sistemi di illuminazione led ed elettrodomestici performanti, di serramenti a doppia vetrocamera e tripla battuta con guarnizione;
  • Attenzione rivolta a selezione e smaltimento dei materiali: il ricorso a materie prime locali, il riciclo dei rifiuti da demolizione (99%) e costruzione (74%);
  • Salubrità dell’aria e Comfort ambientale: l’impiego di fibre naturali e del legname proveniente da filiere certificate.

La valutazione si concluse con un sorprendente risultato sull’impronta carbonica dell’edificio, confermando di essere inferiore del 60% rispetto alla norma. Un dato non trascurabile se si pensa che il settore edile era ai tempi responsabile del 30% dell’inquinamento atmosferico del pianeta.

Ma quando si parla delle prestazioni di BioCasa 82 in termini percentuali, chi più di Giovanni Fabris, fondatore di Welldom, potrebbe accertarne la performatività:

Le prestazioni raggiunte dal “Metodo Welldom” in BioCasa 82

Qualità-Etica-Natura per una “Dimora del Benessere

Concentriamoci, ora, sulla struttura di questa casa unifamiliare costruita a Crocetta del Montello per Claudia e Enrico Moretti-Polegato, rispettivamente avvocata e CEO della Diadora.

Ciò che colpisce innanzitutto è la gentile integrazione del volume architettonico nel paesaggio rurale di Treviso. L’approccio etico della committenza, desiderosa di una residenza che fosse coerente con la propria responsabilità sociale nei confronti delle future generazioni, insieme alla visione lungimirante dell’arch. Rosario Picciotto di studio Arplan (vedasi RPC8) e del concetto di Sustainable Luxury Living di cui si fa portavoce Welldom srl, general contractor che ne ha seguito costruzione ed engineering, hanno di fatto perseguito l’obiettivo di valorizzare la bellezza del luogo rispettando gli equilibri tra uomo e natura.

Il principio di interazione interno-esterno è evidente già in facciata, dove il brise-soleil perimetrale e le grandi vetrate filtrano la vista dell’intorno. É come se, abbracciando le colline circostanti, queste fossero riportate in casa!

Se in giardino, però, si è voluto che piante e fiori crescessero liberamente secondo i ritmi naturali, l’home decor è stato quasi interamente disegnato su misura. Fanno eccezione, ovviamente, alcuni elementi volti ad aggiungere carattere agli ambienti, come il lampadario Karman, la Eames Lounge Chair di Vitra o i divani Moroso.

Quanto contano i materiali nell’edilizia del benessere?

La selezione, l’origine e il trattamento dei materiali contano e come! BioCasa 82 vanta esclusivamente materie prime ecologiche certificate e, dove possibile, di provenienza locale. Ne sono un caso riconoscibile i pavimenti in pietra di trachite Zovonite delle cave di Zovon di Padova o i calcestruzzi di Bigolino di Valdobbiadene. Tutti i prodotti utilizzati, per di più, risultano privi di VOC (Volatile Organic Compounds) pericolosi per la salute.

Dal punto di vista strutturale, il legno è il suo materiale principe: oltre a possedere ottime caratteristiche di rinnovabilità, questo garantisce la solidità della struttura, la resistenza alle onde sismiche e la conservazione del calore. Le ampie superfici vetrate, invece, sfruttano al massimo l’illuminazione naturale, contribuendo a ridurre ulteriormente i consumi energetici. Le pareti, comunque, sono state realizzate fuori-opera e montate in cantiere. Solo successivamente sono state isolate con un cappotto in fibra di legno e ultimate con un intonaco di silicati naturali.

E gli impianti?

È attraverso le soluzioni impiantistiche che l’opera concretizza tutte le ambizioni di sostenibilità progettuale che l’hanno alimentata. Il sistema di riciclo dell’aria primaria tramite recuperatori di calore assicura la costante circolazione di aria pulita limitandone la dispersione.

BioCasa 82: serramenti e impianti

Il recupero delle acque piovane e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, inoltre, determina consumi inferiori ai 25 kW/mq su base annua. L’impianto fotovoltaico produce circa 14kWh di energia elettrica e l’impianto geotermico ad altissima efficienza fornisce calore e acqua calda sanitaria.

La nuova prospettiva del “Metodo Welldom”

Da tutto ciò, si evince come BioCasa 82 sia stata il vero e proprio campo di sperimentazione del “Metodo Welldom”, ovvero l’unione, basata sul principio kalos kai agathos (= bello e buono), delle più avanzate tecniche costruttive bioclimatiche con le massime prestazioni energetiche, per ottenere il minimo impatto ambientale ma anche il massimo comfort termico, visivo, olfattivo, acustico e psicologico.

Il risultato è stato, infatti, quello di un edificio intelligente che, sfruttando i più evoluti principi di domotica, mette al primo posto la salute dell’abitante. Un volume leggero e sottile che diventa manifesto di un lusso abitativo inteso non come opulenza ma come benessere, dato dal costante equilibrio tra casa ed ambiente.

Visti i notevoli raggiungimenti, il riscontro della committenza ed i progressi che BioCasa 82 ha favorito nel mercato delle costruzioni; sarebbe interessante adesso comprendere come l’impegno per un’architettura rispettosa, salubre e di qualità sia evoluto durante lo scorso decennio. Solo a partire da ciò si potrà investigare il modo in cui la bioedilizia risponderà ai recenti sconvolgimenti, alle opportunità profilatesi e, nondimeno, alle esigenze dell’abitare post-pandemico.

Ecco, da qui in avanti avremo il piacere di guidarvi in questo percorso con ulteriori approfondimenti su Etica e Design, Ambiente e Architettura!

BioCasa 82: panoramica

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